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Danilo Rea riesce a catturare l’ammirazione degli ascoltatori soprattutto
grazie alla grande versatilità e all’apertura musicale. Pianista
di formazione classica, diplomato al Conservatorio dell’Accademia
di Santa Cecilia, debutta nel mondo del jazz con il Trio di
Roma nel 1975, raggiungendo la notorietà internazionale.
Considerato come il grande poeta tra i musicisti di jazz, audace
improvvisatore dalla spiccata sensibilità melodica, Rea è certamente
uno dei pianisti che più ha segnato la scena jazz in Italia
negli ultimi decenni, tanto che viene spesso accostato al grande
Keith Jarrett. Tuttavia, a differenza delle star americane, egli trae la
propria aspirazione dalla tradizione dalla sua terra di origine, dai
classici e dal pop italiano.
Il suo repertorio non conosce limiti di genere. Dai Beatles alle arie
d’opera, dagli standard jazz alle canzoni dei cantautori italiani, la
sua musica dimostra un eclettismo che fanno del jazz un linguaggio
applicabile a qualunque tipo di brano senza limiti di sorta.
Numerose infatti sono le sue collaborazioni con personaggi di
spicco del panorama musicale jazz da Enzo Pietropaoli a Roberto
Gatto per poi duettare e “dialogare” anche con la tromba del grande
Paolo Fresu.
Alla carriera di pianista jazz affianca considerevoli interventi con
protagonisti della musica leggera italiana come Pino Daniele,
Claudio Baglioni, Fiorella Mannoia ma soprattutto da più di dieci
anni è il pianista di fiducia di Mina.
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“Tecnicamente emerge
per la profondità del suono,
il virtuosismo della mano sinistra,
il tocco perlato, a volte dolce,
a volte percussivo, della mano destra”
(M. Contat, Télérama, 08.09.2010)