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Una Winnie interrata fino alla vita, imprigionata dalla sua stessa condizione esistenziale: Eva Robin’s torna a Teatri di Vita, in Giorni Felici di Samuel Beckett, diretta nuovamente da Andrea Adriatico. Affiancata sulla scena da Gianluca Enria non riesce a girarsi e a comunicare verso il marito Willie: tra piccoli discorsi quotidiani e dolci ricordi le parole cozzano con la condizione di prigionia e, nella versione di Adriatico, enfatizzano la relazione della coppia.
Lo spettacolo, terza tappa del ciclo Non io nei giorni felici. Samuel Beckett visto da Andrea Adriatico, dedicato al drammaturgo irlandese nel ventennale della sua morte sarà in scena a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; www.teatridivita.it; info: 051.566330) da venerdì 13 a lunedì 16 novembre alle ore 21,15, nell'ambito della stagione teatrale, realizzata in collaborazione con la Fondazione Carisbo e la Fondazione del Monte.
Giorni Felici rappresenta uno dei momenti più alti della drammaturgia beckettiana: scritto da Beckett nel 1961 è anche uno dei testi più famosi dell’autore, composto a ridosso del suo matrimonio con Suzanne Deschevaux-Dusmenil, dopo più di venti anni di convivenza. Ha anche un altro primato: si tratta infatti dell’unico testo beckettiano che vede in scena una coppia di sposi. Adriatico si confronta così nuovamente con Beckett proponendo una originale visione del testo: lei interrata fino alla vita e logorroica nel rievocare i “giorni felici”, lui distante e silenzioso.
Inserito all’interno del ciclo interamente rivolto all’autore irlandese, Non io nei giorni felici. Samuel Beckett diretto da Andrea Adriatico, il regista propone un’interpretazione del rapporto di coppia, facendo emergere sia quelli che sono gli aspetti più intimi e domestici, sia gli elementi che rimandano alla sessualità e all’erotismo. Cinquanta anni e una visione della vita non più così rosea: così Winnie si trova a fare i conti con un passato da cui non riesce a liberarsi, pronunciando parole che come gabbie incastrano e imprigionano.
Per il ventennale della sua carriera artistica, Adriatico torna a confrontarsi con l’autore con cui aveva debutatto venti anni prima, nel 1989, dopo aver attraversato nel frattempo numerosi autori diversi, come Brasch, Koltès, Pasolini e Mishima.
Eva Robin’s da anni lavora con Adriatico: dopo La Voce Umana di Cocteau nel 1993, ha esplorato, sempre con lo stesso regista, vari autori, tra cui Il frigo di Copi. E’ alla fine di questo percorso che la Robin’s giunge a Beckett, con la sua originale interpretazione di Winnie, che alterna abilmente ironia e drammaticità. Nel cinema è stata diretta sempre da Adriatico nel mediometraggio L’auto del silenzio e nel film All’amore assente.