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Wilde parla alla Londra Vittoriana, prendendosene gioco con ineffabile raffinatezza. Il motivo per cui quest’opera fu accolta con molti applausi dai suoi contemporanei fu che riusciva a far ridere gli inglesi di se stessi. Noi siamo italiani e mostriamo quest’opera a un pubblico italiano. Come possiamo perseguire oggi lo stesso effetto? La risposta non può prescindere da un’altra fondamentale domanda: chi vogliamo che sia il nostro pubblico? Insieme al pubblico adulto, che generalmente ama frequentare i piccoli teatri ed è spesso ben disposto nei confronti di qualunque commedia, noi vorremmo si avvicinasse a noi anche un pubblico più giovane, meno abituato a frequentare la prosa. Per questo tipo di pubblico è difficile identificarsi nella sofisticata ironia e nell’umorismo di Wilde. Eppure i quattro protagonisti della commedia sono esattamente ventenni o poco più, siccome lo sono anche i nostri interpreti, ci siamo permessi di osare.
Abbiamo fatto del rock la nostra atmosfera. Riteniamo che la musica sia tra i principali motivi che spingono i ragazzi di vent’anni a prenotare un volo low-cost per Londra. Non ci siamo però fermati alla colonna sonora, ma abbiamo approfondito l’atmosfera rock servendoci anche di colori, trucco e costumi, nuove scene disegnate per l’occasione in originale dall’illustratrice Giovanna Gazzi. Abbiamo voluto provare a sistemare tutto come se fosse il set di videoclip.
Con questo linguaggio, nuovo, sfacciato, intendiamo rivolgere il nostro spettacolo anche a quei ragazzi che della Londra rock, punk e folk hanno fatto un mito. Sempre a loro rivolgiamo il nostro invito a ridere di sé. Questo spettacolo è un modo come un altro per far emergere i loro eccessi e la loro sregolatezza senza colpevolizzarli, ma tentando di far vibrare le loro corde emotive. Abbiamo perciò fatto un Ernesto alcolico e fumoso. Abbiamo sottolineato i conflitti generazionali e ideologici. In più c’è la passione che i nostri giovani interpreti ci hanno voluto mettere. Il nostro obiettivo? Ci piacerebbe che il nostro pubblico si divertisse e ridesse a crepapelle. Soprattutto ci piacerebbe che tornasse a teatro dopo aver visto noi, per vedere qualcos’altro, qualsiasi cosa che sia alternativa a... sbronzarsi in un pub senza musica.