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Vanessa Gravina e Edoardo Siravo da sempre volti televisivi seguiti da un affezionato pubblico, non mancano di proporre ad ogni stagione teatrale allestimenti di classici per la scena, rinnovando impegno e passione per il palcoscenico. La lettura di Armando Pugliese della commedia La bisbetica domata li vede protagonisti del duello di forza e d'amore tra Petruccio e Caterina in quella che si propone come una festa di trame incrociate, scambi d'identità, manipolazioni linguistiche.
Classico dei classici della letteratura inglese, ne “La bisbetica domata” viene descritta la vigorosa conquista dell'irrequieta Caterina da parte del caparbio Petruccio, avventuriero veronese, che sposa e soggioga l'intrattabile Caterina di Padova, attirato soprattutto dalla sua dote.
Lo spettacolo assomiglia ad una fiaba, ad un film fantasy, ad un gioco di teatro nel teatro. La regia di Pugliese individua diversi mondi nell' universo della commedia: quello tardo-cinquecentesco della taverna, dove i colori sembrano usciti da quadri sepolti dal tempo; quello collocato negli anni ‘60, dove i personaggi diventano colorati come le canzoni dell' epoca.
La vicenda porta in scena trame incrociate, equivoci, scambi d' identità, manipolazioni linguistiche. Il luogo della rappresentazione è una Padova reinventata, simile alla Venezia finta, ricreata da Fellini nel suo film Casanova.
Vanessa Gravina è nota al pubblico televisivo per la sua presenza in numerose fiction e soap opera tra cui: La piovra , Centovetrine e Incantesimo.
Edoardo Siravo ha lavorato, e lavora, anche nel cinema, televisione e nel doppiaggio collaborando con importanti registi e attori. E’ uno dei volti più noti della Televisione Italiana che lo vede protagonista in molti sceneggiati e soap opera tra cui: Vivere, Il maresciallo Rocca, distretto di Polizia.
"Shakespeare non scrisse l'epilogo,- scrive Franco Cordelli su Il Corriere della Sera- ma in genere i registi lo recuperano da un testo simile più o meno coevo, magari trasformando tutto in un sogno, come ha fatto Pugliese nel suo spettacolo: brillantissimo, certo, pieno di trovate di regia, con costumi mirabolanti e scene, contemporanee o fantastiche, che snelliscono la farraginosità del testo. Meglio e di più fanno i due protagonisti, il ribaldo Edoardo Siravo, vero padrone del palcoscenico, un attore di irresistibile simpatia e che, in puro stile «Amici miei», può travestirsi con la stessa naturalezza da pirata o da ricco zoticone; e Vanessa Gravina, una perfetta gattamorta: domata (per così dire) dalle torture cui la sottopone Petruccio ormai suo marito, nel monologo finale ribalta il profilo morale della sua eroina, incarnando il titolo di una commedia che verrà (di Oliver Godsmith): Ella si umilia per vincere."
Fuga ogni dubbio Edoardo Siravo sul potenziale misogino e discriminante del testo e spiega: “in fin dei conti La bisbetica non è propriamente un testo contro le donne. Come sempre, Shakespeare sa mantenere la giusta ambiguità. Lo dimostra il celebre monologo di Caterina che sembra dire "Va bene, mi arrendo alla forza ma ora combatterò con le armi che mi sono proprie: intelligenza e astuzia". Ed è importante sottolinearlo oggi: “in una società in cui si sta nuovamente riaffacciando un maschilismo orrendo che umilia la donna e la tratteggia in modo peggiore che in passato.” Come infatti sottolinea Vanessa Gravina «Più che una bisbetica la mia Caterina è una Giovanna d'Arco shakespeariana. Una giovane che non vuoI sottostare al meccanismo di compravendita di un mondo dove il leit motiv è il dio denaro e le donne sono cedute dai padri per soldi. Lei invece si ribella, è un animale selvatico. E alla fine ne esce vincente, eroina castigatrice più che castigata". Infine Siravo svela la felice alchimia di Petruccio e Caterina della versione Siravo-Gravina: “Siamo una coppia indiavolata in scena. Sarà perché lo siamo anche nella vita. In questo senso il teatro è davvero catartico!”