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Porte che si aprono e porte che si chiudono. Anche questo è il teatro. E questo è "Se devi dire una bugia dilla grossa".
Protagoniste di questo spettacolo sono appunto le porte. Grandi porte che aprendosi srotolano sulla scena la trama come un lungo tappeto senza fine. Un tappeto che permette ai personaggi, niente affatto surreali, di giocare, di mentire e di scappare, costruendo per la commedia un'anima fatta di paradossi. Colpi di scena, gag, equivoci e battibecchi si susseguono coinvolgendo il pubblico in una successione di sane risate.
Fino a quando il tappeto finisce e la bugia, come sempre, arriva al capolinea.
La vicenda si sviluppa tra qualche oggetto e una scena minimale, fatta di un materiale povero e nobile proprio come i nostri protagonisti: la stoffa. Ed è su metri e metri di stoffa che gli attori dipingono spazi delimitati semplicemente da giochi di luce.
Un albergo di lusso, una tresca amorosa e un equivoco sono gli ingredienti base che Ray Cooney ha sapientemente miscelato per realizzare, da par suo, uno degli spettacoli comici più rappresentati in Europa. E se l’autore non ha fatto economia di trucchi del teatro della risata, altrettanto fanno gli attori di Teatro Distillato, perché la comicità non è che un mosaico di trucchi ben assortiti.