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Il nome di George Balanchine ha segnato lo stile della grande
Danza del Novecento.
Per questo il Tetro Salieri prosegue nel presentare al suo pubblico i
lavori del grande coreografo qui interpretati da Il Ballet de l’Opéra
de Bordeaux, una delle più importanti compagnie al mondo, che
mette in scena tre coreografie del geniale artista.
La prima, Who Cares? sulla splendida e spumeggiante musica di
Gershwin, la seconda, Sonatine su musiche di Ravel, creata nel
1975 per celebrare i cento anni dalla nascita del compositore, e
infine I quattro temperamenti, su musiche di Hindemith commissionate
appositamente dal coreografo. Quest’ultimo è un lavoro
che nasce negli anni in cui Balanchine da San Pietroburgo si trasferisce
a New York a dirigere l’American Ballet di New York che
diventò New York City Ballet, compagnia tutt’oggi depositaria dei
lavori del coreografo.
Qui avvenne per le sue creazioni la svolta di un concetto di danza
cosiddetto “neoclassico” che fonde lo stile classico con forme
più semplici, chiare e vigorose, nel quale la musica e il movimento
sono il punto di partenza dei suoi lavori.
Il coreografo a tale proposito spiega che: “Il balletto non si compone
unicamente di danza, ma è una composizione di danza e di musica. Il
loro rapporto non è però letterale. Non si tratta per la danza di seguire
la musica nota per nota. Al contrario, la danza è un completamento
della musica, un’interpretazione data attraverso la coreografia di ciò che
il coreografo ascolta e prova. È la musica stessa che serve da storia …”
Questo chiarisce che per Balanchine i valori di “forma” e “contenuto”
del balletto classico vengono completamente ribaltati. Non
deve poggiare tutto sul contenuto, ma si deve partire appunto dalla
musica e dal movimento.