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Adattamento e regia Rosario Sparno, con Massimiliano Foà, Luca Iervolino e Paola Zecca, disegno luci Riccardo Cominotto, installazioni Antonella Romano.Una tempesta di parole, ma anche di immagini e suoni che ci portano sull’isola incantata di Prospero, ma soprattutto su quella del servo-mostro Calibano, lo schiavo, il deforme, il triste diavolo, la lenta tartaruga, il pesce crapulone, che sogna nuove storie “ma stavolta senza re”.
Come in un sogno, o forse proprio sognando con Calibano, le parole diventano strumento di libertà e magia.
Parole che travolgono i protagonisti, gli attori e con loro i giovani spettatori.
La magia è il tema centrale visto che è il meccanismo più usato da tutti per comporre insieme la trama dello spettacolo. Il racconto ha inizio quando gran parte degli eventi sono già accaduti…Prospero rinuncerà alla magia con un famoso monologo, noto riferimento a Shakespeare che con quest’opera abbandona il teatro per riconciliarsi con se stesso e la società.